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Prevenire e curare il tumore ovarico

Test genetico per tutte le donne a rischio
Una ricerca condotta a livello mondiale rileva che il 70% delle donne non conosce il tumore ovarico e che solo il 54,7% delle pazienti è stata sottoposta al test genetico BRCA 1/2 (Sigle che indicano due geni del corredo cromosomico).
In Italia quest'ultimo dato sale di poco (65,2%) con conseguenti ritardi, per molte pazienti, di una diagnosi sicura e di far ricorso alle nuove terapie.
Oggi, i test genetici ci offrono la possibilità di prevedere, diagnosticare e trattare al meglio molte forme tumorali. Una di queste è il tumore ovarico per delle mutazioni del gene BRCA, notizia di cui si sono occupati anni fa i media in seguito alla decisione dell’attrice americana Angelina Jolie, che avendo scoperto di essere portatrice della mutazione, ha chiesto di sottoporsi ad una chirurgia preventiva.
Ogni anno nel nostro Paese sono più di 5 mila le donne che ricevono una diagnosi di cancro dell’ovaio e la ricerca preventiva del gene mutato è stata praticata in meno del 70% dei casi.
Una maggiore conoscenza della malattia e un accesso con minori ostacoli (tempi di esecuzione e di risposta al test BRCA)  su tutto il territorio nazionale è fondamentale nella diagnosi di tumore ovarico per consentire alle pazienti di curarsi con i farmaci più efficaci.
Da qui l'importanza di promuovere in tutta Italia una comunicazione  rigorosa e chiara su argomenti così importanti e delicati per la salute della donna. E' stato il tema di un  Corso di formazione professionale promosso nel mese di novembre dal Master di comunicazione scientifica dell'Università La Sapienza di Roma, con il supporto di Astra Zeneca e MSD.
Il tumore dell’ovaio è una malattia che nell’80% dei casi, per  mancanza di sintomi specifici, viene scoperta in fase avanzata, con conseguente numero molto alto di decessi.
La storia familiare è uno dei maggiori fattori di rischio del carcinoma ovarico, a causa della trasmissione ereditaria dei geni mutati BRCA.
«Non è accettabile che  in Italia per una donna su tre sia ancora  difficile il percorso di accesso al test BRCA - fa presente Nicoletta Cerana, Presidente  di Alleanza contro il tumore ovarico Onlus (Acto) -  Tutte le pazienti ne hanno diritto ed è quanto cerchiamo di ottenere attraverso campagne di sensibilizzazione  dell’opinione pubblica e delle istituzioni».

Giancarlo Sansoni
Pubblicato il 10 dicembre 2018
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